Archivio:Categoria ‘Parlano di noi’

Eduardando: omaggio al drammaturgo nel suo 25° anno dalla scomparsa di Monica Fabaro

maggio 11th, 2009

eduardandoIl tributo ad un grande passa anche attraverso l’innovazione, segno della voglia di affrancarsi dal modello originale, nel pieno rispetto della tradizione. Eduardando è tutto questo. Un sincero omaggio ad un grande, ma soprattutto un’occasione per conoscere testi di De Filippo tra i meno rappresentati conferendo un proprio stile alla messa in scena. Quattro atti unici “Sik Sik l´artefice magico”, “La chiave di casa”, “Pericolosamente” e “Gennareniello”, per un appuntamento con un classico senza tempo. E’ un lavoro composito, impegnativo dal punto di vista del cambio scenografico. Le ambientazioni sono completamente diverse. Il filone è quello dell’ironia, del sottile umorismo. Racconti brevi, paradossali messi in scena da attori motivati. I personaggi portati sul palco sono fortemente caratterizzati e sembrano parlare allo spettatore della goffaggine, della comicità e della contraddizione che vive in ognuno di noi. L’ultima commedia è quella che si distanzia dall’atmosfera “leggera” e anche la più convincente sul piano interpretativo. Strappa un sorriso sì, ma lascia l’amaro in bocca. Si tratta del ritratto impietoso di un uomo non più giovanissimo alle prese con le lusinghe di una giovane ragazza. Insomma una tranche de vie “pirandelliana” tratteggiata con efficacia. Nel complesso un lavoro equilibrato e animato soprattutto da entusiasmo e volontà di comunicare in maniera diretta al pubblico.
Napoli 11 maggio 09

Voto: Voto del Redattore: Monica Fabaro

Miseria & Nobiltà: La recensione di Monica Fabaro

febbraio 7th, 2009

Miseria e nobiltàChi non ha visto almeno una volta in vita sua Miseria e Nobiltà? La risposta è scontata. Nessuno perché fa parte del dna del teatro partenopeo. Un testo che per quanto possa essere conosciuto come le proprie tasche, non finisce mai di divertire. Certo non è facile trovare una chiave di lettura originale e credibile. Il lavoro portato avanti da Fulvio Tarantino, attore e regista dello spettacolo, deve essere stato gravoso. In scena alla Sala Paradiso anche Maria Matania, Titty Barrella, Valerio Di Tella, Raffaele Pagnanelli, Paola Attilio, Federica Guidetti, Salvatore Porcaro, Antonio Tarantino, Luca Continisio, Ferruccio Roberti, Lucio Moriello, Luciano Peruzy, Gianni Rega, Cinzia Wirz a cui è affidato il compito di far rivivere una commedia che il pubblico associa in maniera spontanea al grande Totò. Il paragone certo complica il tutto. Va detto che l’interpretazione non è sempre sciolta e naturale. Sarà per timore reverenziale o semplicemente per emozione, ma qualche intoppo si nota. L’impegno c’è e si vede, ma non sempre basta. Sicuramente ci sono dei personaggi che spiccano e portano avanti con verve e personalità la performance. Come ‘Luigino’ portato sul palco con la mimica giusta e indubbia disinvoltura. Impeccabile e comunicativo Valerio Di Tella in questo ruolo, mostra abilità comunicativa. O ‘Felice’ interpretato dallo stesso Fulvio Tarantino, al quale spetta la parte che fu del Principe de Curtis. Anche in questo caso, a fare la differenza è la capacità di emulare senza voler forzatamente ‘scimmiottare’ l’originale. Sono delle vere e proprie maschere che rendono piacevole questo appuntamento con il buonumore. Sempre esilarante la scena che vede i protagonisti intorno al tavolo e pronti ad avventarsi su una zuppiera piena di spaghetti. Lo spettatore non può che ridere di gusto. Il resto lo fanno i gustosi battibecchi e gli escamotage insiti nella trama. Certo qualcosa va rivisto, ma sostanzialmente va apprezzata di sicuro la volontà e la scelta temeraria.

Napoli, Sala Paradiso – 12 dicembre 2008

“Maggio… Si tu”: designati i vincitori

febbraio 7th, 2009

a cura di Nicoletta Belli

Al teatro Bolivar di Materdei si è tenuta la serata finale della rassegna “Maggio… si tu”. Il concorso organizzato dalla “Edi.S.Teatro”, presieduta da Anna Sciotti, ha avuto come obiettivo, centrato in pieno, di tenere vivo il ricordo di personaggi emblematici del teatro napoletano. Durante l’intera rassegna, iniziata proprio il mese di maggio, si sono esibite sei compagnie teatrali emergenti, ma allo stesso tempo di notevole bravura, valutate dalla giuria guidata dall’attrice Bianca Sollazzo. La serata conclusiva si è svolta come una vera notte degli oscar, sul palco i presentatori, Nando Iannuzzi e Veronica Salzano, tra divertenti siparietti, comunicavano le nominations ed assegnavano i premi ad attori, attrici e registi secondo le diverse categorie. Il premio più atteso della serata era quello per la miglior compagnia, la quale secondo il regolamento del concorso si sarebbe aggiudicata uno spazio ufficiale nella prossima stagione teatrale del Bolivar. L’ambito premio, consegnato da Bianca Sollazzo, è stato vinto dalla compagnia “Teatro Per noi”, la quale si è esibita in gara con lo spettacolo “Bene Mio Core Mio”. Presente alla serata conclusiva Elena Maggio, la quale ha partecipato per condividere il proprio ricordo della famosa famiglia alla quale appartiene. Il premio per il miglior allestimento è andato alla compagnia “La Risata” che in gara ha rappresentato lo spettacolo “Scarpe Doppie e Cerevelle Fine”.

Il riconoscimento come migliore attore non protagonista è stato assegnato a tre personaggi: Luigi Pedone (Teatrandando), Valerio Di Tella (La Fortuna Con La Effe Maiuscola), Riccardo Cafaro (Scarpe Doppie e Cerevelle Fine). Miglior attrice protagonista di tutta la rassegna si è rivelata Marisa Mignano, che ha recitato per la compagnia vincitrice del premio più importante. Stesso discorso per il premio assegnato a Maria Rosaria Paolino come attrice non protagonista. Il miglior attore protagonista di “Maggio… si tu” è stato Mario Casagrande che ha recitato in “La Strana Coppia”. Altro punteggio pari si è verificato nella categoria miglior regia, ad aggiudicarsi il premio sono stati Fulvio Tarantino per “La Fortuna Con La Effe Maiuscola ” e Gianni Grillo per “Dio C’è Ma Non Si Vede”. Il premio della critica, deciso da teatro.org, è stato dato alla compagnia “L’Anfiteatro” e alla “Sonora”. Durante le premiazioni il pubblico del Bolivar ed i componenti delle varie compagnie sono stati intrattenuti da diversi interventi musicali effettuati da Vicki Muriello, Fulvio de Innocentis e Pamela Paris.

La fortuna con l’effe maiuscola: la recensione di Monica Fabaro

ottobre 26th, 2008

La Fortuna o meglio “a ciorta” come viene chiamata in napoletano, a volte può giocare dei brutti scherzi. E quando sembra arridere benevola eccola che tira qualche scherzetto. La fortuna con la Effe maiuscola commedia firmata da Eduardo De Filippo e Armando Curcio, è un lavoro che nasconde in sé venature tragicomiche. La Compagnia Istrione 2001 in maniera versatile e dinamica ha proposto un lavoro gradevole all’insegna della leggerezza. Ciò non oscura affatto tuttavia il messaggio tutt’altro che lieve del testo. Lo sfondo è pur sempre una realtà popolare che ha nel proprio DNA una povertà atavica, quasi ineluttabile. Il protagonista Giovanni Ruoppolo è emblema di colui che cerca di cambiare il percorso deciso da un destino beffardo. Perno dell’azione è la figura di Erricuccio, portata in scena da Valerio Di Tella. Mimica, comunicativa e un buon tempo recitativo fanno di questo eccentrico personaggio il cuore dell’azione. Il giovane attore riesce a tenere alto il ritmo dell’interpretazione, risultando spontaneo nel proprio ruolo. Il cast composto da Fulvio Tarantino, Emilia Thomas, Titty Barrella, Fabrizio Guidetti, Federica Guidetti, Maria Matania, Raffaele Pagnanelli, Rosa Ruocco, Patrizia Paliotti, Alessio Caridi, Antonio Tarantino, Vincenzo Esposito, Domenico Russo, Antonio Panico, Giovanna Rega, Luca Continisio, Cinzia Wirz porta avanti la performance in maniera scorrevole. Riesce ad accompagnare il pubblico nelle varie fasi della vicenda. Dai risvolti comici a quelli drammatici passando attraverso la tenerezza e la speranza. Anche la scenografia armonica e accurata, fa vivere alla platea quell’atmosfera genuina e folcloristica dal sapore tipicamente partenopeo.
Napoli, Teatro Bolivar, 18 maggio 2008

“La fortuna con l’effe maiuscola” per i meno fortunati

ottobre 10th, 2008

Sabato 17 e domenica 18 maggio al Teatro Bolivar di Napoli l’associazione teatrale Istrione ha messo in scena La Fortuna con l’Effe Maiuscola di E. De Filippo e A. Curcio riadattata e diretta da Fulvio Tarantino, attore protagonista nei panni di Giovanni Ruoppolo. Spettacolo di beneficenza realizzato grazie alla UIL Campania per il progetto “La Scuola dei Mestieri” che ha l’obiettivo di costruire a Karunina, in Kenya, una scuola per i giovani africani. Forse è stata una scelta casuale quella di presentare per l’occasione proprio questa commedia, eppure, a tale scopo, nessuna affermazione fu mai così veritiera: “la vera galera è la miseria” scrive Eduardo in chiusura dell’opera, con un esplicito riferimento alle condizioni di povertà in cui è costretta la famiglia protagonista della pièce. Quella condizione che vincola le scelte, che inibisce l’impulso alla libertà o all’idea di essa, è tuttavia una povertà dignitosa ed onesta, che non si sottrae agli sguardi altrui, è invece fieramente trasparente.In tre atti di sano umorismo Eduardo inscena i livelli della miseria: culturale, umana, sociale. Una miseria che incatena i desideri, li ridimensiona e li adatta ad una realtà più piccola, meno esigente, che l’uomo accetta con pacata rassegnazione. È dallo sconvolgimento di questi equilibri che si scatena l’amara comicità dei personaggi alimentata da giochi linguistici di grande effetto, di cui Eduardo è maestro indiscusso. Temi e personaggi classici del suo teatro interpretati da attori simpatici nella loro poco naturale tensione al personaggio, di cui talvolta erano evidenti le forzature.

Fra tutti spiccano per bravura Fulvio Tarantino, che ha interpretato Giovanni Ruoppolo e il comicissimo e giovanissimo Valerio Di Tella, Enricuccio. Le sit generate dai due personaggi sono state infatti quelle dalla resa comica e umoristica più efficace, nel primo per l’originalità dell’interpretazione, l’attore-regista, infatti, non ha mai provato ad imitare l’autore dell’opera, nella gestualità tantomeno negli atteggiamenti, ciò ha conferito al suo ruolo una personale autenticità ironica per questo più immediata e meglio sentita dal pubblico.

Valerio Di Tella, vivace e spontaneo, ha dato prova di grande bravura nell’interpretazione di Enricuccio, il ragazzo accolto in casa Ruoppolo come un figlio, che con la sua finta stupidità funge da specchio reale e sincero della povertà, dell’amore e del rispetto incondizionati verso i valori familiari. Spassoso nelle scene in cui, dopo un trauma sopraggiunto a causa di uno spavento procuratogli da tre colpi di pistola, il ragazzo perde la parola e cerca di esprimersi con versi  e gesti eloquentissimi trascinando il pubblico in un fragore di risate.

Emozionante la chiusura dell’opera in cui Giovanni Ruoppolo confessa il suo reato liquidando lo scotto della sua fortuna, perché la Fortuna pare abbia un prezzo che nessuno può esimersi dal pagare e nessun carcere può esser paragonabile alla vita senza possibilità, senza margini di scelta, che fino ad allora aveva segnato i suoi anni.

I complimenti a Federica Guidetti direttore di scena, in particolare per la creazione di un perfetto equilibrio fra gli spazi interni ed esterni alla casa, conferendo verosimiglianza alla dinamicità delle entrate e alle uscite dei personaggi, così come alle vicende che si svolgevano fuori da essa.

Imma Colella